Questo sito di dado si trova tra le rocce che circondano la fortezza del Castello Ruffo di Scilla ed è caratterizzato da acque cristalline, ricca biodiversità e numerosi piccoli canyon e insenature. Intorno alla frana, che dalla superficie raggiunge circa 22/25 m di profondità, si estende una distesa di sabbia bianca e luminosa.
L'accesso dalla riva è facile per questo semplice ma bellissimo punto di immersione, che vanta una sorprendente biodiversità. L'immersione inizia con una frana di ghiaia e sabbia, per poi scendere gradualmente fino a 12 metri, per poi scendere rapidamente, con un'inclinazione di quasi 45°, fino a oltre 400 metri di profondità.
A Saline Joniche, con accesso da un'ampia spiaggia di ciottoli e sabbia, c'è una piccola scogliera con cadute verticali da 8m a 20m, con fondo sabbioso e conseguente frana, coperta da una varietà di alghe e spugne. A bassa profondità, sotto una piccola grotta, c'è una statua di Gesù, coperta di vita marina.
Si tratta di un sito archeologico sommerso della città greca di Kaulon. Si trova su un fondo di sabbia e ciottoli, tra i 5 e i 7 metri di profondità. È possibile ammirare oltre 200 elementi architettonici greci e pezzi di colonne, risalenti al V secolo a.C. La zona, un tempo emersa, è oggi sommersa a causa del bradisismo costiero.
Il relitto di questa nave da carico svedese giace sul fondo sabbioso al largo di Guardavalle, dove è affondata il 05 gennaio 1993 a causa del maltempo, mentre proveniva dalla Turchia con un carico di caolino. Oggi si è spezzato in due sezioni.
Il piroscafo Pasubio, situato al largo del porto di Roccella Jonica, è uno dei relitti storici più affascinanti del Mar Ionio calabrese meridionale. Dopo una discesa lungo la corda, si incontra la sua sovrastruttura ben conservata a 35m di profondità, con il fondo sabbioso a 44m. Il relitto è leggermente sbandato sul lato sinistro.
Su un fondale tra i 30 e i 55 metri, nel punto più stretto dello stretto di Messina, si trova il relitto di Cannitello, noto come "U Vapuri" e identificato con la nave "Alvah", affondata all'inizio del 1900. Lo scafo è posto a testa in giù sul fondale marino che si degrada rapidamente, diviso in due sezioni, ed è coperto di vita!
Entrando dalla riva, si trova il fondale ricoperto di sabbia bianca e fine che degrada ripidamente verso le profondità dello Stretto di Messina, raggiungendo i 40 metri a pochi passi dalla spiaggia. Il fondale, in acque cristalline, è animato da migliaia di grandi spirografi, tra cui spesso cavallucci marini e pesci trombetta.