Piscina di acqua termale con piazzole posizionate a varie profondità (5-10-15 mt) e pozzo a 42 mt. E’ presente un tunnel centrale trasparente per visionare subacquei e apneisti in immersione.
Entrando in questo sito troverete un ripido pendio di rocce che raggiungono una profondità massima di 30 metri. Questo sito è pieno di tane e buche, habitat ideale per innumerevoli specie di animali marini. Un’immersione che non delude mai.
Da qui si entra nella zona a protezione integrale dell’AMP di Bergeggi, un’immersione che si sviluppa ad una profondità massima di 18 mt con la parete sulla sx, incontriamo una parete ricca di piccole tane ed una piccola insenatura che riserva spesso sorprese inaspettate.
Posizione della spiaggia di Tavine. Accesso dalla spiaggia. Due possibili percorsi macro con profondità diverse, adatti sia a subacquei esperti che a principianti, con diversi relitti.
Relitto di una nave da trasporto francese affondata su un fondale di 50 mt in posizione di navigazione con la coperta a circa 42 metri, intatto sulla parte poppiera e spaccato sulla parte di prua , questa ben visibile nella posizione verticale, due ampie stive aperte rendono percorribile l’intero relitto.
Possibilità di fare immersioni in parete con profondità di oltre 50 m. A varie profondità è possibile trovare relitti di diverse automobili da cui deriva il nome del luogo "Le macchine".
Definita la “Regina del Mediterraneo“, la superpetroliera Haven è uno dei più grossi relitti di tutto il mare. Lunga 334 metri e larga 26, affondò al largo di Arenzano il 14 Aprile 1991; la causa del suo naufragio è da imputare a un potentissimo e incontrollabile incendio che si sviluppò a bordo.
Il punto di ingresso (la spiaggia) è raggiungibile tramite una breve scalinata, situata sul lato opposto della strada rispetto al parcheggio del bar Rapa Nui. L'immersione, quasi interamente con cime, comprende numerosi "reperti artificiali": campane, barche, auto scimmie con minibike, Playmobil, Minions, ecc.
Sciusciaù (il Soffiatore) è il capo sud-orientale dell’isola, il quale deve il suo nome al sibilo del vento che si incanala nelle pieghe della roccia. E’, a nostro parere, l’immersione più particolare ed affascinante dell’isola con un alto interesse biologico e fotografico.
E’ la punta sud occidentale dell’Isola, anche chiamata “testa della tartaruga“. Troviamo pareti e gradoni che scendono sino ad una profondità di circa 36 metri.